I primi anni di vita del bambino sono molto preziosi, in quanto la sua mente è in grado di assorbire tantissime informazioni in maniera inconscia. Questo significa che il bambino assimila tutte le impressioni che gli trasmette l’ambiente che lo circonda, soprattutto nel momento in cui si relaziona attivamente con esso. Queste influenze entreranno a far parte della personalità del bambino per sempre, quindi è molto importante creare attorno al bambino un ambiente adatto, dal quale possa ricevere stimoli positivi e che si adattano al suo ritmo di crescita.

Dato che il bambino impara vivendo esperienze ed emozioni, possiamo trasmettergli informazioni sin dai primi mesi di vita stimolando in maniera naturale i suoi sensi, cioè tatto, udito, vista, olfatto e gusto. Questa stimolazione dovrà rispettare il ritmo del bambino e le sue effettive capacità, non sottoponendolo a una eccessiva attività che sarebbe controproducente.

Il bisogno primario del bambino appena nato è percepire il contatto e la presenza fisica dei suoi genitori e nutrirsi quando ne sente la necessità. Si può, comunque, approfittare dei momenti in cui è sveglio e attivo per inserirlo in un ambiente adatto a lui, che lo stimoli nel modo giusto. Per decidere quali attività vanno bene per il bambino bisogna osservarlo attentamente e non accellerare il suo ritmo. Non bisogna nemmeno fare paragoni con altri bambini perchè ogni bambino è diverso e unico.

Periodi sensibili

Lo studio effettuato dalla Dott.ssa Maria Montessori sui periodi sensibili dei bambini aiuta molto i genitori nel comprendere quali attività sono adatte al bambino. Questi periodi sono dei momenti della loro vita in cui mostrano un interesse spontaneo e molto forte per alcune specifiche attività e durante i quali apprendono molto velocemente e facilmente. Sono opportunità uniche, che formano l’intelligenza e la personalità del bambino e che vanno colte al volo dai genitori.

Già durante i primi mesi iniziano a svilupparsi questi periodi, che poi si protraggono più o meno fino ai tre anni. Ecco una suddivisione di questi periodi a seconda della loro caratteristica principale:

  • Ordine: Periodo in cui per il bambino cerca la relazione tra gli oggetti e necessita di una routine quotidiana per capire che va tutto bene.
  • Esplorazione dell’ambiente: Il bambino usa tutti i suoi sensi per comprendere l’ambiente che lo circonda, sviluppando così la sua intelligenza.
  • Sviluppo del linguaggio: l’attenzione verso la voce umana è al massimo, partendo dai semplici suoni fino alla costruzione delle frasi.
  • Sviluppo del movimento: Iniziano i primi movimenti volti ad interagire con l’ambiente attivamente, sviluppando le capacità motorie e di coordinazione.

Il riconoscimento di tali periodi sensibili facilita il genitore nel comprendere verso quali attività indirizzare il bambino. Ad esempio, non gli impedirà di muoversi nel momento in cui vede che il bambino inizia a farlo naturalmente, gli creerà una routine in cui sentirsi al sicuro, lo circonderà di oggetti che può manipolare in tutta sicurezza e gli parlerà il più possibile, usando le parole giuste per ogni oggetto senza diminutivi.

Attività dei primi mesi

In base ai periodi sensibili si possono allestire degli ambienti preparati a sviluppare quelle abilità che il bambino deve sviluppare. Il bambino di pochi mesi sarà attratto principalmente dall’ascolto della lingua attraverso i rapporti sociali con altre persone, e dal movimento, cioè dalla coordinazione occhio-mano, dal girare, sedersi e gattonare. I giocattoli che il bambino usa nei primi mesi dovrebbero quindi servire proprio a questi scopo.

Si può iniziare, ad esempio, con dei giochi da appendere sul suo letto o su un tappeto di gioco, in modo che il bambino possa osservarli mentre è disteso, la sua posizione ideale nei primi mesi dato che non può rimanere seduto da solo. Il canale visivo del bambino non è ancora ben sviluppato nei primi mesi, quindi non potrà osservare e apprezzare una vasta gamma di colori. Quindi per iniziare si possono usare giochi nelle tonalità bianco, nero e rosso. Questi giochi andranno posizionati ad una distanza di circa 30 cm, perchè oltre questa distanza il bambino non può vedere ancora. Dopo i tre mesi il bambino sarà anche in grado di seguire l’oggetto con lo sguardo. 

Uso dello specchio e l’importanza della voce

Molto importante in questi primi mesi l’utilizzo di uno specchio. La funzione dello specchio nella stanza montessori è di aiutare il bambino a creare un concetto di sè, stimolando il suo movimento, guardare l’ambiente attraverso di esso e sviluppare una visione laterale. Lo specchio dovrà essere posizionato all’altezza del bambino, quindi partendo da terra, e dovrà essere uno specchio sicuro, che resiste ai colpi.

Per soddisfare il suo bisogno di suoni e dell’ascolto della voce umana si possono leggere delle storie al bambino, magari usando dei libri fatti di stoffa che il bambino può manipolare. Utili anche le canzoni e i giochi con le mani. Il suo bisogno di interazione si può sviluppare anche attraverso l’osservazione di foto di altri bambini, foto dei famiglia e giochi con i fratellini o altri bambini.

Un volume che racchiude una lista di spunti utili che si possono utilizzare per stimolare il bambino è “60 attività Montessori per il mio bebè”.

Si tratta di un volume facile da leggere che consente di avere un’idea sulle tante piccole attività semplici che è possibile mettere in atto quotidianamente per avvicinare il piccolo agli stimoli e a fare da solo. Può essere utile avvicinarsi a questa lettura anche durante la gravidanza, per far sì che si possa creare un ambiente su misura per il neonato.

Adottare questi accorgimenti consente ai genitori di entrare in contatto con la mente del bambino e aiutarlo a svilupparla nella maniera più naturale possibile. Nei primi mesi il bambino ha bisogno che i suoi genitori facciano da ponte tra la sicurezza del grembo materno e il mondo che lo circonda. A questo scopo, l’ambiente casalingo non dovrà essere eccessivamente rumoroso o molto luminoso. Bisogna inserire gli stimoli un pò alla volta, per non spaventare il bambino, aiutarlo nello sviluppo dell’autoconsapevolezza e fargli sentire tutto l’affetto di cui ha bisogno.