Togliere il pannolino è una tappa molto importante nella crescita del bambino. Questo processo è graduale e richiede tempo e dedizione. L’educazione montessoriana affronta anche il processo per togliere il pannolino alla luce della filosofia del metodo.

Chi ha già dimestichezza con l’educazione montessoriana, saprà che l’autonomia del bambino è posta al centro di ogni fase del suo sviluppo. Può capitare che i genitori vogliano anticipare il processo del bambino e forzarlo a togliere il pannolino quando magari non è ancora pronto a farlo.

I fattori che possono portare un genitore a togliere il pannolino precocemente possono essere molti. Ad esempio, il bambino deve iniziare ad andare a scuola e viene richiesto che sia già autonomo nell’uso del bagno. Oppure si avvicina l’età in cui “ci si aspetta” che il bambino inizi ad usare il bagno e si teme rimanga indietro sulla tabella di marcia.  Come capire se il bambino è pronto a togliere il pannolino seguendo il suo ritmo naturale di crescita?

Capire quando è il momento giusto

Secondo l’educazione montessoriana è molto importante aspettare il momento giusto per togliere il pannolino. Tutti i bambini sono diversi, imparano a un ritmo personalizzato e sono in grado di superare questo processo senza traumi. Solo una volta che il bambino sarà davvero pronto il metodo funzionerà. Comunque, nel peggiore dei casi, ai genitori toccherà lavarlo più spesso, ma è comunque consigliabile non fare pressione sul bambino e dargli il tempo di adattarsi alla novità, al fine di evitare possibili danni psicologici.

Come capire se il bambino è pronto per iniziare il processo di spannolinamento? Bisogna osservare i suoi segnali di autonomia. I genitori potrebbero chiedersi:

  • mostra interesse nel bagno?
  • vuole togliersi i vestiti da solo?
  • Mostra disagio nel tenere il pannolino umido?

Tuttavia, ancor prima dei segnali di indipendenza, i genitori dovrebbero realizzare un ambiente adatto a rendere autonomo il bambino nell’utilizzo del bagno e magari anche nel cambio del pannolino. In che senso? Nel senso che ogni cosa dovrebbe essere accessibile al bambino, come il vasino, un posto per lavarsi le mani alla sua altezza, la carta per pulirsi. Si potrebbero introdurre questi elementi nuovi al bambino dicendogli che così potrà utilizzare il bagno come fanno la mamma e il papà.

Come introdurre il tema al bambino

Qualche consiglio pratico? Possiamo iniziare a parlare del tema “bagno” con il bambino in maniera molto naturale sin da quando è molto piccolo. Mentre si cambia il pannolino si può parlare al bambino delle sue funzioni corporee, dicendogli che è un processo normale e spiegando che tutti usano il bagno per liberarsi delle parti del cibo di cui il nostro corpo non ha bisogno. È anche appropriato non trasmettere loro sentimenti negativi legati a questa funzione corporea ad esempio facento delle facce infastidite quando si cambia il pannolino.

Si può decidere di comprare un vasino e metterlo in bagno ancora prima che il bambino abbia effettivamente il controllo della sua vescica e del suo intestino, così che possa imitare mamma e papà o i fratellini sedendosi sopra. Ovviamente si consiglia di evitare di far sedere il bambino sul vasino come punizione o come obbligo.  Piuttosto è utile chiedere spesso al bambino se ha bisogno di fare pipì o cacca e prestare attenzione ai suoi gesti che indichino tale necessità.

Dopo questa preparazione molto graduale e quando il bambino mostra più interesse nel sedere sul water o nel vasino, si può gradualmente insegnargli come tirare giù i pantaloni, sedersi sul water / vasino, usare la carta igienica, tirare su i pantaloni, lavare il bagno e lavarsi le mani. Si potrà anche incorporare il bagno nella routine del bambino, offrendogli di usare il water/ vasino nei momenti in cui normalmente il bambino fa pipì, per esempio al risveglio, prima di uscire, dopo essere entrato in casa, dopo pranzo ecc.

Aiutare il bambino vestendolo con abiti appropriati e comodi è molto importante, così se sente la necessità di usare il bagno non debba sentirsi ostaolato dai vestiti. Abolire quindi pantaloni con bottoni o body, privilegiando pantaloni con elastico in vita. Anche l’utilizzo di pannolini a forma di mutandina, che il bambino possa abbassare da solo per andare in bagno, possono essere un valido alleato nel delicato momento di transizione. In questo caso, comunque, non dovrebbero essere eccessivamente assorbenti, in modo che il bambino senta l’umidità della pipì e provi il desiderio di cambiarsi.

Come comportarsi in caso di fallimento

Il bambino non andrà rimproverato se non riuscirà a trattenere i suoi bisogni. Non bisogna prendersela con lui. Fino a quel momento l’unico modo che conosceva per andare in bagno era il suo pannolino, quindi non è facile cambiare abitudine da un giorno all’altro. Piuttosto è utile minimizzare l’importanza del fatto che il bambino non è riuscito a trattenersi e non dimostrarsi arrabbiati. Il bambino va istruito senza rimproveri, per evitare che nel timore di sbagliare tenda a trattenersi enormemente, con conseguenza fisiche e psicologiche non indifferenti.

Se si bagna, bisogna stare calmi ed essere rassicuranti, non facendogli vergognare. Gli si potrebbe dire: “Vedo che sei bagnato. Andiamo a prendere dei vestiti asciutti.” Magari può essere il bambino stesso a prenderli oppure ad aiutare a pulire il pavimento e lavarsi le mani. Bisogna lasciare che cambino al loro ritmo e offrirgli aiuto e supporto se lo chiedono o se si sentono sopraffatti. Come non va punito, così il bambino non va nemmeno premiato per essere riuscito ad andare al bagno. Il bambino non deve vedere questa come un’azione speciale, ma semplicemente come una nuova tappa del suo sviluppo.

Va ricordato che il controllo dello sfintere è collegato a un processo di maturazione del cervello del bambino, proprio per questo ogni bambino è unico. Il fatto che ci riesca prima del normale non significa che sia più maturo o più intelligente. Semplicemente si deve ancora creare la connessione tra il cervello, il sistema nervoso e i muscoli che controllano lo sfintere. Fino a che non avviene questa connessione, il bambino non sarà consapevole del suo corpo, quindi non controllerà il suo sfintere volontariamente. Una volta che il piccolo è pronto, possiamo creare delle routine. In questo modo il corpo funzionerà come un orologio. La stessa routine che segue l’adulto quando si alza o va a letto può giovare anche al bambino.

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